Cosa succede quando persone introverse e estroverse devono lavorare in team?

Nello scenario più comune gli estroversi, con le loro innate capacità comunicative e relazionali, tendono a non lasciare il giusto spazio e tempo a chi è più introverso di esprimersi e a voler affermare il proprio pensiero. Dall’altro lato gli introversi si sentono incompresi e emarginati, difficilmente comunicano i loro pensieri in libertà e perdono l’opportunità di fornire al gruppo un contributo incisivo. Quali sono le conseguenze di tutto ciò? Le potenzialità dei singoli non vengono sfruttate al massimo e l’innovazione viene meno.
E allora come lavorare in maniera producente ed efficace con introversi ed estroversi nel team di lavoro?
Ebbene sì, durante il lavoro in team è possibile comunicare in modo fluido e autentico anche tra introversi ed estroversi, facilitare l’empatia tra colleghi e sollecitare tutti ad essere propositivi, coinvolti e produttivi. Questo può avvenire solo con metodo e costanza.
Ecco la testimonianza di un manager che ha partecipato a un confronto di gruppo guidato con Creography®: “È stata la prima volta che mi sono sentito a mio agio durante un lavoro in team e che ho potuto potermi esprimere in totale libertà. Di solito faccio fatica a parlare in gruppo, questa volta è stato facile”.
Comunicare in modo strutturato permette ai partecipanti di avere una visione d’insieme su idee e questioni dei propri colleghi, riuscendo a finire i meeting con un senso di soddisfazione dato dalla somma dei diversi input arrivati al tavolo.
Il vero valore aggiunto è l’ascolto vicendevole e attivo; ascoltare le idee altrui migliora anche le nostre e si crea un circolo virtuoso per il quale ciò che abbiamo da dire viene continuamente migliorato e rivalutato dall’energia dell’intelligenza collettiva, oltre che essere spunto che fa accendere altre lampadine a chi ci ascolta.
I nostri colleghi stanno pensando alla variabile che non stavamo prendendo in considerazione, hanno in mente il pezzettino che ci manca; è utile quindi far emergere le idee di tutti, per una contaminazione improvvisata ma necessaria per contribuire all’avanzamento collettivo.

Se vuoi capire come funziona la mente delle persone introverse ti diciamo che da alcune ricerche è emerso che gli introversi:
- hanno meno bisogno di dopamina –l’ormone della felicità- per sentirsi felici rispetto agli estroversi. Per questo motivo gli introversi sono contenti e stimolati quando leggono un libro o riflettono in solitudine.
- elaborano ogni cosa nel loro ambiente e prestano attenzione non solo alle persone ma a tutti i dettagli sensoriali nell’ambiente. Infatti il cervello degli introversi tratta le interazioni con le persone e gli oggetti inanimati con lo stesso livello di intensità.
- hanno un dialogo attivo e costante con loro stessi. Gli introversi confrontano vecchie e nuove esperienze prima di prendere una decisione: è un processo che rallenta il processo decisionale ma che conduce a decisioni attentamente ponderate
- provano meno eccitazione di fronte a situazioni sorprendenti o rischiose. Gli scienziati hanno scoperto che il cervello degli estroversi, ad esempio, risponde con più piacere alla sorpresa o al rischio.
- elaborano con più difficoltà le interazioni e gli eventi, in quanto hanno un percorso neurale più lungo per l’elaborazione degli stimoli. Le informazioni infatti passano attraverso un percorso associato alla memoria a lungo termine e alla pianificazione. In altre parole, gli introversi mentre elaborano le informazioni sono allo stesso tempo influenzati dai loro pensieri e dai loro sentimenti interni.
- sono facilmente stimolabili. Gli introversi necessitano di un minor numero di stimoli dal mondo che li circonda per essere svegli e vigili rispetto agli estroversi
E allora per un allineamento del gruppo efficace e per far sì che ognuno possa dare un contributo significativo al lavoro in team perché non ti affidi al metodo Creography®?
Pubblicato da: Silvia Toffolon
