La delega che funziona: il Marketers Club

La delega che funziona: il Marketers Club

Conosco Francesco e Olga da quando, qualche anno fa, mi hanno invitato al Marketers day 2013, uno dei primi eventi del Marketers club.

Dopo averli visti all’opera e aver scoperto il loro spirito ed entusiasmo sono diventata una loro fan. Sono riusciti in brevissimo tempo a creare un ponte di collegamento vivace e dinamico tra un network di studenti universitari interessati al marketing e alcune aziende di scala nazionale e internazionale. Se ancora non sapete chi sono, cercate nel web Marketers club dopo aver letto l’intervista però ;-)

Chi siete? Qual è il vostro ruolo? Che tipo di responsabilità avete? Di cosa vi occupate?

@Francesco: Ciao, mi chiamo Francesco Favaro, sono il founder del Marketers Club, un’associazione che si occupa di temi e iniziative legate al mondo del marketing e del management.

Il mio ruolo all’interno del club è quello di coach e supervisore della crescita dell’associazione attraverso i suoi 3 driver principali: Club (marketersclub.it), Academy (marketersacademy.it) e This MARKETERs Life (thismarketerslife.it), il nuovo blog per marketers e aspiranti tali, lanciato lo scorso Novembre. In particolare mi occupo dell’offerta formativa, del marketing e della comunicazione della Marketers Academy.

@Olga: Ciao, sono Olga Baratto, vicepresidente del Marketers Club. Coordino le attività dell’associazione, con l’obiettivo di farla crescere e sviluppare attività di formazione per i soci.

Insieme a Francesco gestisco il progetto formativo Marketers Academy e curo le attività del gruppo dei Marketers Alumni, soci laureati entrati nel mondo del lavoro.

Mi descrivete brevemente come sono strutturati il team/i team con cui siete coinvolti?

Marketers ClubI team con cui lavoriamo solitamente coinvolgono una decina di persone, suddivise in 3 macro aree di responsabilità: comunicazione, logistica e finance, coordinate da un project manager e supervisionate da alcuni Marketers senior.

Il lavoro dei team è fortemente digitalizzato e tutto condiviso tramite piattaforma in cloud. In Marketers è dura se non hai uno smartphone e una buona connessione internet :)

Con quante persone vi capita di collaborare? Quali mansioni hanno? Che relazione si crea fra voi?

Collaboriamo principalmente con gli altri soci del Marketers Club, in particolare i ragazzi del direttivo di Venezia e i soci Alumni.

Tra di noi si crea una relazione di collaborazione reciproca, volta a migliorare sempre di più il nome e le attività del Club.

Durante l’organizzazione delle nostre attività, inoltre, entriamo in contatto con manager, agenzie e liberi professionisti, ospiti o partner dei nostri eventi e incontri.

Quali pensi che siano i punti di forza che vi vengono riconosciuti?

@Olga: Penso la disponibilità all’ascolto e ad aiutare i miei colleghi.

@Francesco aggiunge: Concretezza, spirito di sacrificio e ottime capacità organizzative. Per quanto mi riguarda invece, visione d’insieme, creatività, positività e capacità di leadership.

Qui invece mi raccontate brevemente una storia di innovazione che nasce dalle persone.

Il nostro più grande progetto di innovazione attraverso le persone, e allo stesso tempo il più sfidante, è proprio il Marketers Club.

L’abbiamo creato e fatto crescere seguendo le nostre intuizioni e i nostri ideali di professionalità, è stato un progetto dove abbiamo dato sfogo alle nostre idee senza scendere a compromessi con nessuno.

Se dovessimo immaginarlo come un percorso, sarebbe un percorso fatto di davvero tantissime tappe, quasi impossibile elencarle tutte in modo sintetico. La variabile più importante del Marketers Club sono senza dubbio le persone.

Tutte le tappe sono state possibili grazie a più di 500 soci che con le loro idee, il loro tempo, i loro ideali e le loro azioni concrete hanno reso e rendono possibile il materializzarsi di un club capace di dare valore aggiunto al percorso formativo di un appassionato di marketing.

Che valore ha apportato al sistema (ad esempio clienti finali o stakeholder o collaboratori)?

@Francesco: Mi sento spesso dire dai soci che Marketers Club ha cambiato loro la vita. Che gli ha permesso di conoscere persone con ideali e ambizioni simili, di vivere esperienze che li hanno fatti crescere, risvegliando una passione assopita per il fare e per il marketing.

Qual è la parte che avete trovato più complicata da gestire? E come l’avete risolta?

@Olga: Il cambio generazionale, quando ci siamo laureati e abbiamo fisicamente lasciato il direttivo di Venezia. Riuscire a delegare ad altre persone un qualcosa che sentivi tuo, sapendo di non poter controllare tutto è stato molto difficile.

Abbiamo scelto le persone che più condividevano la nostra stessa passione per il Club e che avevano molta voglia di fare, e dopo un periodo di assestamento, il Club ha proseguito la sua strada di crescita. I nuovi ragazzi del direttivo sono davvero una gioia continua.

@Francesco: Concordo con Olga, Marketers mi ha insegnato una cosa fondamentale: l’arte della delega e del vero team working.

Vi siete ispirati a qualcuno o a qualche processo organizzativo?

@Francesco: Assolutamente, mi sono ispirato e mi ispiro quotidianamente a quelle persone che vedo come un punto di arrivo, o almeno come una tappa, professionale. A quelle realtà come McKinsey e Procter&Gamble, basandomi su conversazioni, manuali e tutto ciò che può aiutarmi a migliorare il sistema nel suo complesso.

Avevate mai fatto una cosa del genere prima?

@Francesco: Come Marketers Club no. In questo progetto ho investito un effort di tempo ed energie e perseveranza che non avevo mai impiegato prima. Qualcosa di vagamente simile, l’ho sviluppato nei primi anni di Università, quando, con un gruppo di amici, ho creato Three Guys Corp, un brand sotto il cui nome abbiamo organizzato e gestito una onenight e diversi altri eventi. Eravamo una famiglia, sono stati anni stupendi.

Come vi ha migliorato questa esperienza?

@Olga: Il Marketers Club mi ha permesso di imparare tantissimo, crescendo professionalmente e mettendomi in gioco in prima persona. Mi ha aiutata a diventare autonoma, a gestire un team di persone, a capire quali fossero le mie mancanze e mi ha permesso di apprendere dalle persone competenze diverse dalle mie.

Chiudi gli occhi: come e cosa migliorereste qui ed ora nel vostro lavoro?

@Francesco: Migliorerei la costanza nel mantenere certi livelli di intensità nel “fare cose”.

Se dovesti spiegare ad un bambino cos’è la creatività cosa gli direste?

@Olga: Gli direi che è quel talento che ti permette di guardare una cosa e immaginarne altre mille.

@Francesco: Di vivere mille esperienze, e da queste partorire qualcosa di nuovo.

Completa la frase: l’innovazione è…

@Francesco: Mettersi in discussione.

 


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