Il calzolaio con le scarpe rotte fallo fare agli altri

Il calzolaio con le scarpe rotte fallo fare agli altri

Ieri pomeriggio, senza averlo deciso prima, mi sono ritrovata al mare. Ci sono stata solo per 60 minuti: mi sono “parcheggiata” sul pontile al sole e ho messo i piedi a mollo.

A dirla tutta complice è stato il fatto che avevo un appuntamento a Quarto d’Altino e che ho saputo per tempo che una cena di lavoro sarebbe saltata. Poi ho visto un cartello stradale che diceva “Jesolo 30 km” e Google maps  che prospettava 25 minuti di guida.

Avevo voglia di sole dopo che la giornata precedente è stata costellata da 4 temporali e da temperature sotto la media.

Cosa c’entra calzolaio? Di certo non per il fatto che non avevo calzature da spiaggia :-) AL mare

Proprio la mattina avevo fatto l’ultima sessione di coaching con un’imprenditrice e tra sue le considerazioni finali era emersa l’importanza di prendersi brevi momenti per sé, di ascoltare il corpo quando manda segnali in cui chiede di staccare e di lasciare decantare i numerosi input in cui siamo immersi e ci immergiamo durante le nostre giornate. Argomenti a me molto cari e di cui ho già scritto.

In quel cartello ci ho anche letto “Stacca, userai due ore del tuo tempo in modo non previsto ma considerale un investimento per la tua produttività e il tuo benessere”. Ascoltare l’abitudine all’ottimizzare il tempo, allo svolgere tutti i micro impegni che mi ero assegnata durante la giornata sarebbe stata la cosa più facile ma non mi avrebbe fatto comunque chiudere il cerchio dei numerosi impegni del periodo per cui mi sono detta perché no?  Voglio continuare a dare il buon esempio ed essere coerente, il calzolaio con le scarpe rotte lo faccio fare agli altri.

Di solito per recuperare le energie stacco chiudendo gli occhi e facendo delle brevi meditazioni oppure, mettendo prima la sveglia, faccio una pennica di 15 minuti. Negli anni in cui lavoravo in Fornace ad Asolo nei momenti di maggior stress staccavo per 5 minuti andando sulla “collina zen” a fare delle respirazioni profonde.

La Fornace, Asolo

Questa storia ha più di un  lieto fine: se fossi rientrata subito in ufficio non mi sarei incrociata con un amico che non vedevo da un molto tempo e che per mille impegni e distanze forse non avrei rivisto per chissà quanto, non mi avrebbe potuto regalare un’ottima bottiglia di vino della sua casa vinicola e non avrei scritto un post personale che è da un po’ che non accade.

Ah, quando senti qualcuno dire che il calzolaio di solito ha le scarpe rotte dì pure che non è mica vero.


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