Schizzi che prendono forma: dallo scarabocchio alla produttività

Schizzi che prendono forma: dallo scarabocchio alla produttività

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Assif Veneto

Spesso, nel quotidiano come nel lavoro uso le immagini e il pensiero visuale: è un approccio utile ed efficace sia nella formazione sia nella facilitazione, due attività di cui mi occupo. Invito, per esempio, i miei clienti a esprimere le loro idee attraverso le immagini.

È una modalità di lavoro molto utile per scardinare le abitudini o i soliti schemi mentali, questo perché confrontandosi disegnando, il cervello si fa “più elastico” e genera, in tempi brevi, una soluzione a cui non aveva pensato prima.

Come racconta un articolo che ho letto in proposito, le ricerche confermano che “scarabocchiare” non è un modo per distrarsi da qualcosa che ci annoia, ma al contrario è un modo per restare più concentrati, un modo di elaborare le informazioni replicandole in maniera chiara e concisa.

L’articolo cita anche uno studio del 2009 dell’Università di Plymouth: ai partecipanti era stato chiesto di ascoltare una telefonata registrata, quelli che ascoltandola avevano fatto degli schizzi, ricordava il 29% in più delle informazioni. Interessante, no?

Io stessa, col tempo, mi sono accorta che tra i miei clienti, i più abili nel trovare soluzioni e generare nuove idee sono proprio quelli che parlando fanno schizzi e schemi sul momento.

Lo stesso articolo descrive bene l’approccio a questa pratica, che vede tra i suoi adepti nomi come quelli di Steve Jobs e di Albert Einstein, così ho deciso di condividere con te i passaggi salienti, che riprendono le considerazioni di Sunni Brown, l’autrice di The Doodle Revolution: Unlock the Power to Think Differently che definisce il doodling, cioè lo scarabocchiare, come un modo semplice e intuitivo per aiutare i propri pensieri a comunicare sulla pagina.

Come si diventa più produttivi grazie agli scarabocchi? Come sfruttare le informazioni visive nel proprio lavoro?

– Innanzitutto non ci si deve preoccupare del risultato, non si tratta di creare qualcosa di perfetto che finirà in una galleria d’arte, ma di facilitare la creatività a venire fuori.

– Poi favorendo quello che Sunni Brown chiama “a whiteboard culture,” cioè un ambiente di lavoro che incoraggia il pensiero visivo:

Hai mai pensato che fare degli schizzi che interpretano le tue idee e il tuo progetto su un grande foglio condiviso a disposizione di tutti i collaboratori è di sostegno al processo di lavoro, vale da archivio visuale a ciò che stai progettando ed è un supporto valido e immediato per il confronto?

In gruppo, disegnare può migliorare la resa di una riunione, può ridurre le conflittualità, far emergere una soluzione, stimolare la creatività, produrre nuove idee e spunti.

Quindi ecco qualche consiglio per essere un doodler, cioè uno “scarabocchiatore” di successo:

1) Usa una simbologia semplice fatta di figure stilizzate, forme o di icone quelle più familiari vanno benissimo purché siano coerenti con il tema dell’intervento.

2) Trova il tuo stile: prediligi le immagini o testi? Le forme astratte o le faccine? Scopri qual qual è il tuo modello ideale affidandoti a ciò che ti attrae di più quando cerchi di imparare qualcosa di nuovo. Che forma dai ai tuoi schizzi? Quale al tuo testo?

3) Sospendi il giudizio e non soffermarti sugli errori, è come giocare a Pictionary: lascia scorrere le immagini e le metafore che si rifanno alle parole chiave del tuo progetto.

C’è di solito una grande resistenza a prendere carta e penna e cominciare a disegnare, chiedersi a cosa assomiglia il proprio scarabocchio è la prima battuta d’arresto a questo approccio creativo che invece porta grandi benefici se condotto e sollecitato nel modo giusto:

10 minuti di brainstorming alla lavagna sono un’opportunità per instaurare velocemente un clima più disteso, senza pressioni e aperto a chiunque voglia partecipare.

Vale la pena mettersi alla prova: fare degli schizzi dando forma alle proprie immagini mentali facilita la messa a fuoco delle informazioni e la capacità di apprendimento, coinvolgendo anche la parte più emozionale di noi.  Allo stesso tempo ha un profondo impatto sul modo di elaborare le informazioni e sull’immediatezza con cui siamo in grado di risolvere eventuali problemi: il linguaggio visivo semplifica la complessità delle situazioni e rende l’apprendimento più profondo e duraturo, i passaggi diventano più semplici da memorizzare.

Io l’ho sperimentato e penso proprio che oltre ad aiutare la concentrazione e generare nuove idee sia un vantaggio creativo soprattutto nel momento dell’apprendimento, tu che ne pensi?

Hai già sperimentato questo approccio? Pensi di provarlo con il tuo team per migliorare la produttività? Se hai delle domande in proposito pubblicale nei commenti e sarò felice di darti una mano!

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Riferimenti:
http://www.fastcompany.com/3024420/most-creative-people/how-to-turn-your-mindless-doodles-into-productivity-enhancers

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